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  • Espresso a casa: dose, tempo e cosa guardare

    Un espresso è un rapporto tra tre numeri: quanto caffè metti, quanto liquido esce, in quanto tempo. Un punto di partenza che funziona con quasi tutte le macchine domestiche: 18 grammi di caffè, 36 grammi in tazza, tra i 25 e i 30 secondi.

    Se il caffè esce troppo in fretta e sa di acido e leggero, macina più fine. Se esce a gocce ed è amaro, macina più grosso. La dose resta ferma: cambia una cosa alla volta, altrimenti non capisci cosa ha fatto effetto.

    Una bilancia da cucina con i decimi di grammo costa quindici euro e trasforma l’espresso da lotteria a ricetta. Il cronometro ce l’hai già nel telefono.

  • Brasile Cerrado, naturale

    Il Cerrado Mineiro è un altopiano a ottocento-mille metri con stagioni nette: pioggia in estate, secco in inverno, quando si raccoglie. È la condizione ideale per il processo naturale, in cui le ciliegie asciugano intere al sole prima di essere spolpate.

    Il risultato è un caffè dolce, con corpo pieno e note di cioccolato e nocciola. È la base classica per l’espresso e la spina dorsale della nostra miscela della casa.

    Tostatura media. Metodi consigliati: espresso, moka. Con il latte è quello che funziona meglio tra i nostri.

  • Robusta: non è una parolaccia

    La Robusta ha una brutta fama, in parte meritata: per decenni è stata usata solo per abbassare i costi delle miscele, senza attenzione alla qualità. Ma una Robusta ben coltivata e ben lavorata è un’altra cosa.

    Ha il doppio della caffeina dell’Arabica, un corpo molto più pieno e una crema più densa. Nelle miscele da espresso italiane classiche una quota di Robusta di qualità dà struttura senza dare gommosità.

    Non la abbiamo sempre; quando arriva un lotto che ci convince, lo dichiariamo in etichetta. Nessuno dei nostri caffè contiene Robusta non dichiarata.